Foto: Lorenzo Palmieri. Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano.

Scuola secondaria di I grado: laboratori e workshop d'arte

Energia in dialogo

“....the Illuminating Gas” di Cerith Wyn Evans

Valido dal 31 ottobre 2019 al 23 febbraio 2020

Premessa
….the Illuminating Gas” è la più grande esposizione mai realizzata da Cerith Wyn Evans (Llanelli, Galles, Regno Unito, 1958; vive e lavora tra Londra e Norwich), il quale, attraverso l’utilizzo di materiali eterogenei – quali specchi, neon, piante, fuochi d’artificio, proiettori, strobosfere –attua, in una forma tangibile o più effimera, una riflessione sul potere evocativo dell’arte e sulla sua capacità di creare collisioni tra significati differenti, interrogandosi spesso sul confine tra il visibile e il non visibile, tra materiale e immateriale. Di natura sinestetica, le opere integrano la dimensione visiva, sonora e quella legata al movimento, spesso attingendo a un repertorio di riferimenti e citazioni provenienti da svariati ambiti della cultura del XX e del XXI secolo, tra cui letteratura, musica, filosofia, fotografia, poesia, storia dell’arte, astronomia e scienza. Ne scaturisce una complessa stratificazione di significati, associazioni e interpretazioni che pone lo spettatore di fronte a un sistema dinamico da decifrare: le opere di Evans generano molteplici scenari, cortocircuiti e giustapposizioni di senso aprendo prospettive differenti sul concetto di realtà.

Aree di riferimento

  • Arte e immagine
  • Scienze

Obiettivi educativi
Obiettivo dell’attività è far scoprire ai ragazzi come le materie scientifiche – tra cui l’astronomia – possano essere un’importante componente dell’arte che, grazie alla sua dimensione evocativa, dà vita a suggestioni e narrazioni percettive che pongono al centro il visitatore. Sarà inoltre messo in evidenza come la conoscenza degli ambiti disciplinari scientifici possa essere punto di partenza per una nuova configurazione e visione del mondo che ci circonda.

Attività
Durante l’esplorazione della mostra i ragazzi si concentreranno in particolare sulle opere in cui le componenti appartenenti alle discipline scientifiche e astronomiche sono particolarmente evidenti, come StarStarStar/Steer (totransversephoton) e C=O=N=S=T=E=L=L=A=T=I=O=N (I call your image to mind). In seguito alla visita i ragazzi avranno la possibilità di costruire in gruppi un circuito elettrico funzionante che porterà all’accensione di led luminosi; ogni gruppo dovrà individuare una parola chiave che rappresenti la mostra e trasformarla in una sequenza di accensione e spegnimento dei led del proprio circuito. In fase conclusiva tutti i gruppi condivideranno la propria traduzione a impulsi luminosi che, messa in dialogo con quella degli altri, creerà una narrazione visiva e non letterale della mostra stessa.

Fantasmi, fantasie e ologrammi

“A Leaf-Shaped Animal Draws The Hand” di Daniel Steegmann Mangrané

Valido dal 12 settembre 2019 al 19 gennaio 2020

Premessa

Il lavoro di Daniel Steegmann Mangrané (Barcellona, 1977; vive e lavora a Rio de Janeiro) si interroga sulla relazione tra cultura e natura. Uno dei soggetti principali del suo lavoro, infatti, è la Mata Atlântica, una delle foreste pluviali più ricche di biodiversità, che si estende lungo la costa atlantica del Brasile spingendosi fino al Paraguay. Il lavoro dell’artista si caratterizza per un approccio poetico in cui forme geometriche e astratte si intersecano con elementi naturali e danno vita a un immaginario in cui motivi ricorrenti come foglie, alberi e insetti aprono a una riflessione sulla realtà in cui viviamo. L’artista utilizza media diversi per la creazione dei suoi lavori – tra cui film, scultura, video, fotografia, disegno e installazione – privilegiando una modalità operativa in cui le caratteristiche tecniche si legano intrinsecamente al processo di realizzazione dell’opera.

Aree di riferimento

  • Arte e immagine
  • Scienze

Obiettivi educativi
Obiettivo dell’attività è far scoprire ai ragazzi la capacità dell’arte di rappresentare la complessità del mondo che ci circonda attraverso l’uso di medium differenti scelti con cura per esaltarne al massimo determinate caratteristiche. Ulteriore finalità del percorso è far emergere che la narrazione per immagini, anche se generata dallo stesso strumento tecnologico e soggetta a determinati vincoli, può dare vita a molteplici storie che raccontano aspetti diversi di un medesimo tema, creando una possibile versione della realtà. L’artista, infatti, afferma che la foto e la ripresa filmica restituiscono una rappresentazione fantasmatica della realtà e quindi possono essere utilizzati per riconfigurarla e creare un effetto di straniamento e disorientamento che invita alla riflessione.

Attività
Durante l’esplorazione della mostra i ragazzi si concentreranno in particolare sulle opere in cui la scelta della tecnologia (pellicola 16 mm, Gimbal, realtà virtuale, olografia) da parte dell’artista per realizzare un racconto per immagini è interessante e fondamentale tanto quanto le immagini stesse.
L’attività si divide in due parti: una in mostra e una nello spazio laboratoriale. La classe, in piccoli gruppi, sarà invitata a creare un video con un tema dato dagli Arts Tutor con il vincolo di rispettare alcune regole simili a quelle utilizzate da Daniel Steegmann Mangrané. In seguito alla condivisione con tutta la classe del video di ogni singolo gruppo, i ragazzi approfondiranno durante l’attività pratica la tecnica olografica e avranno l’opportunità di realizzare un vero e proprio ologramma in pochi semplici passaggi.

C’era una volta una fabbrica…

Storia di Pirelli HangarBicocca

Premessa
Pirelli HangarBicocca è oggi uno dei più grandi spazi espositivi di arte contemporanea di tutta Europa. Nasce nel 2004 dalla riconversione di uno stabilimento industriale appartenuto al gruppo Ansaldo Breda; durante il corso del Novecento, i 15000 metri quadrati di superficie dell’edificio sono stati sede di una fabbrica dedicata alla costruzione di locomotive.
L’intero quartiere Bicocca infatti, nel corso del Novecento, rappresentava una delle più grandi zone industriali italiane; dagli anni ’80 in poi tutta l’area è stata protagonista di un lungo processo di deindustrializzazione volto a una riqualificazione urbana.
L’“anima industriale” di Pirelli HangarBicocca rimane però spunto fondamentale per l’odierna programmazione artistica, in quanto ogni mostra viene concepita in stretta relazione con l’architettura e lo spazio  dell’edificio.

Aree di riferimento

  • Storia
  • Geografia
  • Arte e immagine

Obiettivi educativi
L’obiettivo dell’attività è quello di far conoscere agli studenti  come la storia di Pirelli HangarBicocca si collochi nel più ampio quadro della trasformazione cronologica, urbanistica e geografica del quartiere Bicocca. I partecipanti verranno condotti in un’affascinante scoperta del “prima” e del “dopo” di alcuni degli edifici più significativi della zona: dalla loro origine industriale novecentesca fino alla riqualificazione di oggi.

Attività
Durante l’attività i ragazzi verranno condotti dagli Arts Tutors in visita agli spazi sia interni che esterni della struttura di Pirelli HangarBicocca. Durante l’esplorazione, gli studenti avranno modo di approfondire ulteriormente la storia dell’edificio grazie alla visione di materiale fotografico d’archivio.
Dopo aver scoperto il passato e il presente dell’edificio, verrà chiesto a ogni partecipante di immaginarne una possibile trasformazione futura, tramite una rielaborazione creativa di fotografie dei diversi spazi espositivi della struttura.

Approfondimenti

La storia siamo noi

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Anselm Kiefer è da sempre conosciuto come “l’artista della Storia”, in particolare quella tedesca, poiché le sue opere nascono da una profonda riflessione sul tema della memoria e del “come ricordare”. Ognuno di noi ha una propria storia ricca di avvenimenti e incontri che ne hanno determinato il corso: si vuole far dunque comprendere ai ragazzi che la loro personalità è influenzata da molteplici fattori che l’attività si prefigge di lasciar emergere.

Aree di riferimento
• Italiano
• Religione
• Storia
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Il laboratorio mira a sottolineare l’importanza della storia individuale, dei ricordi personali e familiari quali unità costituenti della memoria collettiva. Il ragazzo prenderà consapevolezza della sua personalità come frutto delle esperienze vissute e della sua esistenza che va oltre il presente, legandosi indissolubilmente alla storia del proprio contesto.

Attività
Partendo dalla riflessione sull’importanza della memoria nella poetica di Anselm Kiefer, agli studenti sarà chiesto di individuare persone, cose o luoghi che per loro rivestono un particolare significato. Immaginando di poter raccogliere da terra i “Quadri cadenti” di Anselm Kiefer, si chiede di pensare a cosa vorrebbero veder rappresentato all’interno delle cornici; facendo uso del materiale di riciclo messo a loro disposizione, ciascun ragazzo realizzerà il proprio quadro e il rispettivo “contenuto”.

Approfondimenti

Miti stellari

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Nel 2004, in occasione dell’apertura di Pirelli HangarBicocca, Anselm Kiefer ha realizzato l’installazione I Sette Palazzi Celesti, la quale, nel settembre del 2015, è stata arricchita da cinque tele di grandi dimensioni che conferiscono un nuovo significato all’opera dell’artista tedesco. Le torri e le opere pittoriche raccontano storie che hanno come protagonista la sfera celeste, attraverso la rappresentazione di costellazioni, meteoriti e stelle.

Aree di riferimento

• Italiano
• Storia
• Scienze
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Durante la visita guidata con gli Arts Tutor, i ragazzi scopriranno qualcosa in più sulla sfera celeste, attraverso il racconto di storie che parlano di costellazioni, meteoriti e stelle. Lo scopo dell’attività è approfondire, insieme ai partecipanti, come i corpi celesti possano dar vita a diverse letture e interpretazioni, a seconda dell’ambito di riferimento: artistico, mitologico o scientifico.

Attività
A partire dalla lettura di miti e leggende sulle costellazioni, ciascun partecipante sarà invitato a creare la propria servendosi dei materiali messi a disposizione. Al termine dell’attività, gli elaborati verranno disposti uno accanto all’altro per restituire l’idea di un grande cielo in cui possano convivere insiemi di stelle differenti, narratrici di storie inedite.

Approfondimenti

Una torre, una storia

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Nella realizzazione della sua opera, Anselm Kiefer è stato ispirato profondamente dall’elemento “torre” nella storia, con numerosi riferimenti all’architettura del passato, ma soprattutto alla sua valenza simbolica . Le sue torri, composte da cinque a sette moduli uguali tra loro, diventano testimonianza di ciò che rimane dopo ogni conflitto; il loro aspetto precario, infatti, le fa sembrare delle rovine, memoria di un passato non lontano, oppure presagio di un possibile futuro. Davanti ad esse qualcuno si è chiesto: “Sono resti di un’antica città, di un insediamento industriale o di un villaggio dai tetti di eternit?”. A questa domanda la risposta non è univoca, le interpretazioni sono molteplici e ognuno può proiettarvi il proprio immaginario.

Aree di riferimento
• Italiano
• Storia
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
L’attività ha l’obiettivo di avvicinare i bambini in maniera alternativa alla Storia, facendo loro scoprire come in ogni epoca si ripetano a volte le stesse forme architettoniche, ma con funzioni diverse in base al periodo storico di riferimento. Far costruire loro una torre che rispecchi il loro mondo e le loro necessità, individuando un determinato periodo storico a cui far riferimento, mira ad inserirli attivamente nel flusso temporale e a farli manualmente artefici di un passato che diventa testimonianza del presente. Verrà anche sviluppata l’operatività individuale e lo spirito di collaborazione tra i compagni di classe.

Attività
In un primo momento dell’attività verranno mostrate ai bambini le immagini di varie torri che l’uomo ha costruito nella storia: dalle antiche torri di avvistamento ai campanili, dai minareti alla torre di Pisa, dalle torri delle culture più lontane alle torri moderne delle nostre città (come grattacieli e ciminiere). In un secondo momento la classe sarà suddivisa in gruppi a cui verrà chiesto di inventare una torre, ispirandosi a quelle   osservate insieme, immaginandone l’aspetto, la destinazione d’uso, gli obiettivi e le funzioni. Gli studenti potranno scegliere se ispirarsi a una delle forme del passato o costruirne una in linea con le loro necessità odierne.

Approfondimenti

Uno, nessuno, centomila

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Ne I Sette Palazzi Celesti 2004-2015 Kiefer utilizza alcuni oggetti caricati di un valore che va al di là di ciò che rappresentano: la torre, il libro, la nave e i frammenti di vetro numerati. Proprio questi ultimi ci condurranno alla scoperta della stella, elemento ricorrente nel nostro quotidiano, nella storia geo­grafica e politica e, più di tutto, nelle religioni. Vedremo come un’immagine apparentemente banale possa portare con sé innumerevoli signi­ficati, universali e soggettivi, immediati e nascosti, condivisi e personali.
Impareremo che ogni oggetto può evocare un mondo invisibile che va oltre la sua mera rap­presentazione: forma e contenuto, significante e significato non sempre coincidono. Il simbolo è qualcosa di diverso da ciò che appare, la parte visibile di ciò che non è presente.

Aree di riferimento
• Arte e immagine
• Italiano
• Storia
• Religione

Obiettivi educativi
I ragazzi saranno chiamati a riflettere sulla molteplicità di sensi che un’immagine porta con sé, im­parando ad andare oltre l’apparenza per conoscere il vero valore che si nasconde dietro alle forme. Comprenderanno la differenza tra segno e simbolo e come a volte siano universali e condivisi da tutti, mentre altre volte siano strettamente soggettivi.

Attività
A partire dal riconoscimento e dall’interpretazione dei simboli de I Sette Palazzi Celesti 2004-2015 si riflet­terà sul concetto più ampio di simbolo e i contesti in cui è adoperato. Partendo quindi dal presupposto che qualunque oggetto quotidiano può rimanere tale, ma an­che assumere una miriade di significati, ai ragazzi verrà chiesto di scegliere un oggetto, una for­ma, un frutto, una parola che più li rappresenta a cui attribuiscono un contenuto e un significato tale da renderlo un simbolo proprio, strettamente soggettivo.

Approfondimenti