Daniel Steegmann Mangrané - Simposio

22.11.2019 – Ore 17.00

Foreste Plurali

Venerdì 22 novembre 2019, dalle 17 alle 23

PROGRAMMA
Ore 17 – 20.30: interventi e panel discussion
Ore 21 – 23: performance “Bar do Amanhã”

Il simposio si svolgerà in italiano e in inglese con traduzione simultanea
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Prenotazioni riservate ai possessori della Membership card, cliccando qui. Diventa Member

Foreste Plurali è un simposio multidisciplinare dedicato alla mostra “A Leaf-Shaped Animal Draws The Hand” di Daniel Steegmann Mangrané.

L’incontro, a cura di Giovanna Amadasi, è stato ideato e realizzato in stretta collaborazione con Daniel Steegmann Mangrané. Il simposio vedrà la presenza di studiosi provenienti da ambiti solo apparentemente distanti tra loro quali l’arte, la filosofia, la biologia e la musica, in una riflessione sul mutamento di paradigma in corso nel dibattito culturale e scientifico su questioni quali la relazione tra natura e cultura, l’uomo e le altre specie viventi, il singolo e le collettività.

Oltre all’artista interverranno, con lecture individuali e in un momento di confronto dialettico: Emanuele Coccia, filosofo e autore del saggio La vita delle piante. Metafisica della mescolanza (Il Mulino, 2018); Lucia Pietroiusti, curatrice del progetto “General Ecology” alle Serpentine Galleries di Londra; Filipa Ramos, critica d’arte e studiosa delle relazioni tra arte, eco-attivismo e film studies; Giorgio Vacchiano, ricercatore e studioso di pianificazione forestale; David Monacchi, musicologo autore del progetto “Fragments of Extinction”; gli artisti Oliver Bulas e Felix Luna che presenteranno “Bar do Amanhã”, una ricerca e un progetto performativo sulle proprietà delle essenze vegetali.

Il simposio nasce in dialogo con la mostra “A Leaf-Shaped Animal Draws The Hand”, curata da Lucia Aspesi e Fiammetta Griccioli, che si sviluppa in un insieme di elementi visivi e cinematici, luminosi e sonori, in cui le interazioni tra visitatori e opere, tra uomo ed altri esseri viventi, tra spazio e luce sono in un movimento costante e fluido.

Partendo da questo ecosistema cangiante e interconnesso, riflesso dei molteplici riferimenti filosofici, letterari e antropologici che sono alla base della pratica di Steegmann Mangrané, Foreste Plurali vuole essere un momento in cui le voci di diversi pensatori ed esperti si incontrano in dialogo con lo spazio, con il pubblico e con l’artista stesso.

La foresta pluviale, insieme di identità interdipendenti tra loro in un equilibrio tanto completo quanto inestricabile, è per l’artista metafora di relazioni che è possibile replicare a differenti livelli: quello dello spazio espositivo, quello dell’istituzione museale, quello della società nel suo insieme.


I RELATORI

Emanuele Coccia è professore associato all’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Specialista di Averroè e dell’averroismo medievale e moderno, si è occupato di recente di metafisica e ontologia della vita vegetale. In particolare, nel suo ultimo saggio La vita delle piante. Metafisica della mescolanza (Il Mulino, 2018), ha indagato la relazione tra uomo e mondo vegetale, proponendo un ribaltamento di prospettiva che invita il lettore a guardare alle piante come agente attivo, che definisce il mondo che abitiamo.

David Monacchi è ecoacoustic composer, docente di musica elettroacustica presso il conservatorio “Gioacchino Rossini” di Pesaro, membro del Global Sustainable Soundscape Network e dell’International Society of Ecoacoustic. Da oltre quindici anni porta avanti il progetto “Fragments of Extinction”, registrando l’impronta acustica delle foreste primarie – tra i luoghi a più alto tasso di biodiversità del nostro pianeta – che si stanno deteriorando sempre più velocemente.

Lucia Pietroiusti è curatrice del progetto “General Ecology” alle Serpentine Galleries di Londra, nonché curatrice di “Sun & Sea (Marina)” di Rugilė Barzdžiukaitė, Vaiva Grainytė e Lina Lapelytė, il Padiglione Lituano vincitore del Leone d’Oro alla 58^ Biennale d’Arte di Venezia nel 2019. Insieme a Filipa Ramos ha co-curato il festival “The Shape of a Circle in the Mind of a Fish” sulla coscienza interspecista. I suoi ambiti di ricerca includono il postumanesimo, l’ecologia, la coscienza interspecista, l’estinzione delle specie viventi, l’intelligenza delle piante, la botanica e la mitologia.

Filipa Ramos, nata a Lisbona, vive e lavora come autrice ed editor a Londra. È redattore capo di art-agenda, curatrice del Film Program di Art Basel e co-curatrice di Vdrome, un programma di proiezioni di film d’artista. Ramos insegna al MRes Arts alla Central Saint Martins di Londra e al MA dell’Arts Institute di Basilea. Ha collaborato a Documenta 13 (2012) e 14 (2017). Insieme a Lucia Pietroiusti cura per le Serpentine Galleries la serie di simposi “The Shape of a Circle in the Mind of a Fish”. La sua ricerca e i suoi scritti, che si concentrano in larga parte sulle relazioni tra specie, sono stati pubblicati su riviste e cataloghi internazionali. Ha curato Animals (Whitechapel Gallery/MIT Press, 2016).

Giorgio Vacchiano è ricercatore in gestione e pianificazione forestale presso l’Università Statale di Milano, dove studia modelli di simulazione in supporto alla gestione forestale sostenibile. Si occupa di didattica e comunicazione della scienza, ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche e nel 2018 è stato nominato dalla rivista Nature tra gli undici  migliori scienziati emergenti nel mondo che «stanno lasciando il segno nella scienza».

Bar do Amanhã è un progetto lanciato nel 2015 da Oliver Bulas e Felix Luna, nell’ambito del programma di residenza CAPACETE a Rio de Janeiro. Nel progetto degli artisti, il bar è un medium che trasmette temi legati ai modi dell’ospitalità e della cortesia, della seduzione e dello scambio interpersonale. Gli artisti, nel corso di conversazioni individuali in cui si instaura una relazione tra il “barman” e il fruitore, creano bevande contenenti essenze di piante dalle diverse caratteristiche che si trasferiscono al bevitore, creando così un riferimento alla relazione tra le piante stesse e il loro ecosistema d’origine.