Rirkrit Tiravanija
The House that Jack Built
26.03 – 26.07.2026
Mostra Futura – navate
Rirkrit Tiravanija: l’artista
Rirkrit Tiravanija (Buenos Aires, 1961; vive e lavora tra New York, Berlino e Chiang Mai, Thailandia) ha cambiato profondamente la prospettiva e il modo con cui oggi ci si approccia all’arte grazie alla sua constante messa in discussione dell’opera.
Dagli anni Novanta, Tiravanija ha modellato la sua pratica intorno all’impegno sociale, spesso incoraggiando i visitatori a interagire e a partecipare attivamente nei suoi lavori. Le sue installazioni, performance, fotografie, film, sculture e disegni si spingono oltre i confini convenzionali, ridefinendo le categorie tradizionali e promuovendo un ambiente dinamico in cui il coinvolgimento e la collaborazione sono parte integrante dell’opera.
I progetti di Tiravanija emergono da una profonda indagine dell’identità culturale ed esplorano le strutture globali sottostanti, mettendo in discussione la realtà e l’immaginazione dei luoghi.
Riproducendo attività del quotidiano – come mangiare, dormire o giocare – l’artista reinventa lo spazio espositivo, rifiutandone qualsiasi idealizzazione e trasformandolo in realtà tangibile, in cui le differenze etiche e culturali sono messe in discussione, analizzate e problematizzate. L’opera diviene così un processo aperto, uno strumento di dialogo e trasformazione che stimola l’incontro e la costruzione di una comunità viva.
Al centro della pratica di Tiravanija si colloca un duplice obiettivo: da un lato, una critica ai meccanismi delle istituzioni occidentali che producono e legittimano la conoscenza mediante pratiche espositive; dall’altro, la ricerca di forme artistiche in grado di riattivare il contesto e l’uso degli oggetti, restituendo loro la linfa vitale spesso attutita dalle istituzioni. Emblematica è l’introduzione dell’aspetto comunitario, come quello del cucinare e consumare il cibo in una dimensione pubblica, come strumento artistico.
“The House that Jack Built”: la mostra Rirkrit Tiravanija in Pirelli HangarBicocca
In Pirelli HangarBicocca la retrospettiva, “The House that Jack Built”, a cura di Lucia Aspesi e Vicente Todolí, porterà all’attenzione del pubblico la trentennale ricerca dall’artista intorno alla pratica spaziale e architettonica.
Il titolo fa riferimento alla celebre filastrocca inglese ottocentesca, strutturata come una narrazione ripetitiva e cumulativa: pur chiamandosi La casa che Jack ha costruito, non racconta la storia della casa né di chi l’ha edificata. Piuttosto, rivela come essa sia indirettamente connessa e interagisca con tutte le altre persone o cose che la circondano. Evocandola, Tiravanija vuole mettere in luce il suo rapporto con le questioni di autorialità, da sempre presenti nella sua poetica, concependo gli edifici come piattaforme il cui valore è determinato dall’uso e dalle persone che li abitano, non dalla loro forma né da chi li ha progettati.
Il progetto espositivo riunirà per la prima volta la più ampia selezione di opere architettoniche realizzate dall’artista, molte delle quali sono ispirate a edifici iconici firmati da grandi maestri, legati al Modernismo, come Sigurd Lewerentz, Le Corbusier, Rudolf Michael Schindler, Frederick Kiesler, Jean Prouvé e Philip Johnson.
Attraverso queste strutture, Tiravanija rilegge le icone moderniste alterandone la funzione originaria mediante attivazioni collettive e inserendole in contesti radicalmente diversi, aprendo così nuove possibilità di uso, relazione e significato.
Come delle sequenze cinematografiche che si dispiegano lungo l’intera esposizione, la mostra proporrà un susseguirsi di scenari in cui il visitatore diventa protagonista. In molte installazioni, infatti, tra i materiali indicati compare la dicitura “a lot of people”. Affidarsi a “tanta gente” per dare vita all’opera significa accettare la possibilità di interruzioni e imprevisti: ciò che accade potrebbe non corrispondere a ciò che esisteva fino a quel momento. La mostra non si propone dunque come un mausoleo di opere emblematiche del passato, ma come un formato partecipativo attivo in cui le forme vengono riattivate ogni volta da presenze e circostanze diverse.
Molte delle più importanti istituzioni artistiche internazionali hanno ospitato mostre personali di Rirkrit Tiravanija, tra cui
- Gropius Bau, Berlino (2024)
- MoMA PS1, New York (2023)
- Museum Dhondt-Dhaenens, Deurle, Belgio (2021)
- Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington (2019)
- National Gallery of Singapore (2018)
- Stedelijk Museum Amsterdam (2016)
- Modern Art Museum of Fort Worth, Texas (2014)
- Centre Pompidou, Parigi (2012)
- Kunsthalle Bielefeld, Germania (2010)
- Fridericianum, Kassel, Germania (2009)
- Solomon R. Guggenheim Museum, New York (2005)
- Portikus, Francoforte sul Meno (2004, 2001)
- Secession, Vienna (2002)
- Kunsthall Oslo (2001)
- Wexner Center for the Arts, Columbus, Ohio (1999)
- Philadelphia Museum of Art (1998)
- The Museum of Modern Art, New York (1997)
- Kölnischer Kunstverein, Colonia (1996)
Tiravanija ha inoltre partecipato a numerose mostre collettive e biennali in tutto il mondo, tra cui
- Shanghai Biennale (2025)
- Helsinki Biennial (2021)
- Sharjah Biennial (2015, 2007)
- Biennale di Venezia (2015, 2011, 2009, 2003, 1993)
- Gwangju Biennale (2012; 1995)
- Biennale de Lyon (2007, 1995)
- Bienal de São Paulo (2006)
- Whitney Biennial (2006, 1995)
- Biennale de Dakar (2004)
- Liverpool Biennial (2004, 2002)
- Istanbul Biennial (2001)
- Caribbean Biennial (1999)
- Berlin Biennale (1998)
- Biennale of Sydney (1998)
- Johannesburg Biennale (1995)
L’artista ha ricevuto numerose borse di studio e premi, tra cui
- Absolut Art Award (2010)
- Silpathorn Award del Ministero della Cultura della Thailandia (2017)
- Hugo Boss Prize (2004)
- Lucelia Artist Award dello Smithsonian American Art Museum (2003)