Foto: Lorenzo Palmieri. Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano.

Scuola primaria: percorsi artistici e laboratori

Suoni che lasciano il segno (I e II ciclo)

“....the Illuminating Gas” di Cerith Wyn Evans

Valido dal 31 ottobre 2019 al 23 febbraio 2020

Premessa
….the Illuminating Gas” è la più grande esposizione mai realizzata da Cerith Wyn Evans (Llanelli, Galles, Regno Unito, 1958; vive e lavora tra Londra e Norwich) ed è concepita come una composizione sinestetica in cui le opere integrano la dimensione visiva, sonora e quella legata al movimento, spesso attingendo a un repertorio di riferimenti e citazioni provenienti da svariati ambiti della cultura del XX e del XXI secolo, tra cui letteratura, musica, filosofia, fotografia, poesia, storia dell’arte, astronomia e scienza. Ne scaturisce una complessa stratificazione di significati, associazioni e interpretazioni che pone lo spettatore di fronte a un sistema dinamico da decifrare: le opere di Evans generano molteplici scenari, cortocircuiti e giustapposizioni di senso aprendo prospettive differenti sul concetto di realtà.

Aree di riferimento

  • Arte e Immagine
  • Musica
  • Scienze

Obiettivi educativi
Con l’aiuto degli Arts Tutor i bambini scopriranno come l’artista abbia concepito l’intera mostra come un paesaggio in cui confluiscono, si alternano e si compenetrano impressioni visive e stimoli sonori che si trasformano incessantemente in base al movimento e al tempo di fruizione del visitatore. Finalità del percorso è stimolare nei bambini diversi livelli percettivi e evidenziare come, pur partendo da uno stimolo musicale uguale per tutti, esso possa essere “tradotto” prima in movimenti del corpo che poi diventano percorsi e infine segni grafici, che subiscono ulteriori trasformazioni in base al punto di osservazione di chi guarda.

Attività
Nella prima parte – che si svolgerà in mostra – i bambini saranno invitati a osservare in particolare le opere al neon che animano lo spazio delle Navate e che si presentano come un insieme intricato di linee rette, curve e forme geometriche complesse di varie dimensioni e le installazioni in cui è presente la componente sonora. Nella seconda parte dell’attività – che si svolgerà in laboratorio – i bambini saranno invitati ad ascoltare delle tracce musicali con ritmi differenti e, attraverso una serie di indicazioni guidate fornite dagli Arts Tutor, a tradurle in movimenti del corpo, in segni grafici colorati, e, infine, in un disegno luminoso.

Nuovi alfabeti: dal segno al suono (II ciclo)

“....the Illuminating Gas” di Cerith Wyn Evans

Valido dal 31 ottobre 2019 al 23 febbraio 2020

Premessa
….the Illuminating Gas” è la più grande esposizione mai realizzata da Cerith Wyn Evans (Llanelli, Galles, Regno Unito, 1958; vive e lavora tra Londra e Norwich) la cui pratica può essere vista come un costante processo di traduzione e trasposizione di linguaggi, codici e temporalità differenti, che spaziano da impulsi sonori a proiezioni di immagini intese come fenomeno cinematico, a materiali testuali che, decontestualizzati, vengono tradotti in un linguaggio luminoso. Questo processo si manifesta ad esempio attraverso parole trascritte al neon oppure in sculture simili a grandi lampadari che trasformano segnali in codice Morse in intermittenze luminose. Ciò si ritrova anche in Neon Forms (after Noh) (2015-2019), trasposizione in disegni di luce al neon delle notazioni coreografiche dei movimenti del Teatro Noh, rappresentazione drammaturgica nata in Giappone nel XIV secolo. L’indagine sul linguaggio, parte integrante della pratica di Evans, si esprime anche attraverso i titoli attribuiti alle opere che, fornendo un ulteriore livello di lettura, aprono a una molteplicità di rimandi e accezioni.

Aree di riferimento

  • Italiano
  • Geometria
  • Arte e Immagine
  • Musica

Obiettivi educativi
Obiettivo dell’attività è far comprendere agli studenti uno degli aspetti fondamentali della pratica artistica di Cerith Wyn Evans che si concretizza in un costante processo di traduzione e trasposizione di linguaggi, codici e temporalità differenti che portano a una dislocazione e un cortocircuito percettivo in chi si avventura nel percorso espositivo. La sollecitazione delle capacità di “traduzione” e “trasformazione” di lettere in codici visivi e sonori permetterà ai bambini di affinare le proprie abilità di individuazione e lettura di elementi stratificati e appartenenti ad ambiti disciplinari differenti.

Attività
In seguito alla visita in mostra verranno mostrati ai bambini alfabeti non letterali come segnali di fumo, codice Morse (sia dal punto di vista sonoro che luminoso), geroglifici, ideogrammi. La classe verrà successivamente divisa in gruppi, a ognuno dei quali saranno assegnate dagli Arts Tutor delle lettere dell’alfabeto che dovranno essere prima tradotte in elementi geometrici e poi trasformate in suoni. In fase conclusiva gli studenti individueranno delle parole che rappresentino la loro percezione della mostra e dovranno tradurla attraverso l’utilizzo dei nuovi linguaggi creati.

Una foresta di suoni (I e II ciclo)

“A Leaf-Shaped Animal Draws The Hand” di Daniel Steegmann Mangrané

Valido dal 12 settembre 2019 al 19 gennaio 2020

Premessa
Il lavoro di Daniel Steegmann Mangrané (Barcellona, 1977; vive e lavora a Rio de Janeiro) si caratterizza per un approccio poetico in cui forme geometriche e astratte si intersecano con elementi naturali e danno vita a un immaginario in cui motivi ricorrenti come foglie, alberi e insetti aprono a una riflessione sulla realtà in cui viviamo. Uno dei soggetti principali del suo lavoro è la Mata Atlântica, una delle foreste pluviali più ricche di biodiversità, che si estende lungo la costa atlantica del Brasile spingendosi fino al Paraguay. Distaccandosi dall’immaginario esotico e dalla visione romantica della foresta pluviale, l’artista investiga le relazioni fra esistenza e visibilità, dissoluzione e appartenenza, concretezza e astrazione, che sono connaturate a quell’ecosistema.

Aree di riferimento

  • Scienze
  • Arte e Immagine
  • Musica

Obiettivi educativi
Attraverso l’esplorazione della mostra, bambini e ragazzi scopriranno che la natura è un organismo composto da infiniti mondi paralleli di esseri viventi (siano essi animali o vegetali) che si mostrano e si nascondono in un flusso e dialogo continui attraverso la presenza o l’assenza (visibilità o invisibilità) del movimento o del suono. Obiettivo del percorso sarà anche far emergere come sia arricchente “essere nel mondo” non solo tramite la vista, ma con l’attivazione degli altri sensi.

Attività
In seguito ad un focus in mostra sull’influenza del suono nella visione e nella percezione della presenza o assenza di esseri viventi, gli studenti saranno invitati dagli Arts Tutor a rappresentare per immagini un suono appartenente alla foresta ascoltato individualmente in cuffia. Una volta conclusa la fase di raffigurazione visiva, bambini e ragazzi potranno ascoltare insieme a tutta la classe i singoli suoni e condividere con gli altri la propria rappresentazione grafica. Nella seconda parte dell’attività gli studenti saranno invitati a riflettere sui suoni “invisibili” della foresta (radici che crescono, foglie che nascono, fiori che sbocciano, animali che lavorano nel sottosuolo…) e a completare la rappresentazione di questo complesso organismo con le immagini – già selezionate – di tutti quegli esseri viventi la cui presenza non è visibile.

Chi si nasconde? (I e II  ciclo)

“A Leaf-Shaped Animal Draws The Hand” di Daniel Steegmann Mangrané

Valido dal 12 settembre 2019 al 19 gennaio 2020

Premessa
Il lavoro di Daniel Steegmann Mangrané (Barcellona, 1977; vive e lavora a Rio de Janeiro) si caratterizza per un approccio poetico in cui forme geometriche e astratte si intersecano con elementi naturali e danno vita a un immaginario in cui motivi ricorrenti come foglie, alberi e insetti aprono a una riflessione sulla realtà in cui viviamo. Uno dei soggetti principali del suo lavoro è la Mata Atlântica, una delle foreste pluviali più ricche di biodiversità, che si estende lungo la costa atlantica del Brasile spingendosi fino al Paraguay. Distaccandosi dall’immaginario esotico e dalla visione romantica della foresta pluviale, l’artista investiga le relazioni fra esistenza e visibilità, dissoluzione e appartenenza, concretezza e astrazione, che sono connaturate a quell’ecosistema.

Aree di riferimento

  • Scienze
  • Arte e Immagine
  • Geometria

Obiettivi educativi
Obiettivo dell’attività è far scoprire agli studenti la complessità del mondo che ci circonda. La natura non è soltanto un organismo costituito da infiniti mondi paralleli di esseri viventi (siano essi animali o vegetali) che si mostrano e si nascondono in un flusso e dialogo continui, ma è anche il risultato della composizione di linee e forme geometriche che, sapientemente interconnesse con luci e colori, creano un ambiente apparentemente confuso e disordinato in cui figure e sfondo convivono in un rapporto fluido tra visibilità e invisibilità.

Attività
Durante l’esplorazione di mostra si porrà l’accento sulle infinite possibiltà di combinazioni di forme e colori che permettono agli esseri viventi di apparire e scomparire con fluidità nell’ambiente naturale della foresta pluviale. Nello spazio laboratoriale verrà chiesto a bambini e ragazzi – stimolati anche dall’ascolto di colonne sonore selezionate appositamente – di immaginare e creare diversi scenari in cui coesistano esseri viventi diversi tra loro che, a seconda della loro conformazione e struttura, possano rendersi visibili o invisibili nel paesaggio proposto.

Esploriamo! (II ciclo)

“A Leaf-Shaped Animal Draws The Hand” di Daniel Steegmann Mangrané

Valido dal 12 settembre 2019 al 19 gennaio 2020

Premessa
Il lavoro di Daniel Steegmann Mangrané (Barcellona, 1977; vive e lavora a Rio de Janeiro) si interroga sulla relazione tra cultura e natura. L’interesse dell’artista per la biologia lo ha portato a indagare complessi sistemi ecologici e a introdurre il mondo naturale all’interno delle sue opere. Nella sua pratica numerosi sono i riferimenti alla foresta pluviale in Brasile – come rami, foglie e insetti – che, uniti a forme geometriche e motivi astratti, aprono a riflessioni sulle complesse dinamiche tra gli elementi che ci circondano.
L’artista pone al centro del progetto di mostra la dimensione fisica e sensoriale dello spettatore, offrendo nuove visioni sull’intero corpus delle sue opere – ambientazioni in realtà virtuale, ologrammi 2D, sculture e installazioni – messe in dialogo tra loro. Il percorso espositivo è caratterizzato dall’alternarsi di esperienze materiali a situazioni immateriali, attraverso un’installazione site-specific realizzata con partizioni in tessuto bianco trasparente che, al tempo stesso, rivela e nasconde le opere esposte.

Aree di riferimento

  • Arte e immagine
  • Italiano
  • Scienze

Obiettivi educativi
Obiettivo dell’attività è far scoprire agli studenti la capacità dell’arte di rappresentare la complessità del mondo che ci circonda attraverso l’uso di medium differenti scelti con cura per esaltarne al massimo determinate caratteristiche. Ulteriore finalità del percorso è far emergere che l’osservazione attenta dell’opera permette di coglierne le peculiarità, fondamentali per comprendere appieno il messaggio dell’artista.

Attività
Con il supporto di un taccuino con attività guidate, i ragazzi saranno invitati a esplorare in modo autonomo la mostra e a esercitare le loro capacità di osservazione, sintesi e creatività – sia narrativa che visiva – in relazione alle tematiche principali sviluppate dall’artista come il rapporto tra la natura e l’uomo, la relazione tra forme geometriche e organismi viventi e l’uso della tecnologia come strumento per raccontare attraverso le immagini. Ad ogni singola attività seguirà un momento di condivisione e riflessione con tutta la classe e con gli Arts Tutor.

C’era una volta una fabbrica (II ciclo)

Storia di Pirelli HangarBicocca

Premessa
Pirelli HangarBicocca è oggi uno dei più grandi spazi espositivi di arte contemporanea di tutta Europa. Nasce nel 2004 dalla riconversione di uno stabilimento industriale appartenuto al gruppo Ansaldo Breda; durante il corso del Novecento, i 15.000 metri quadrati di superficie dell’edificio sono stati sede di una fabbrica dedicata alla costruzione di locomotive.
L’intero quartiere Bicocca infatti, nel corso del Novecento, rappresentava una delle più grandi zone industriali italiane; dagli anni ’80 in poi tutta l’area è stata protagonista di un lungo processo di deindustrializzazione volto a una riqualificazione urbana.
L’“anima industriale” di Pirelli HangarBicocca rimane però spunto fondamentale per l’odierna programmazione artistica, in quanto ogni mostra viene concepita in stretta relazione con l’architettura e lo spazio dell’edificio.

Aree di riferimento

  • Storia
  • Geografia
  • Arte e immagine

Obiettivi educativi
L’obiettivo dell’attività è quello di far conoscere agli studenti come la storia di Pirelli HangarBicocca si collochi nel più ampio quadro della trasformazione cronologica, urbanistica e geografica del quartiere Bicocca. I partecipanti verranno condotti in un’affascinante scoperta del “prima” e del “dopo” di alcuni degli edifici più significativi della zona: dalla loro origine industriale novecentesca fino alla riqualificazione di oggi.

Attività
Durante l’attività i ragazzi verranno condotti dagli Arts Tutor in visita agli spazi sia interni che esterni della struttura di Pirelli HangarBicocca. Durante l’esplorazione, gli studenti avranno modo di approfondire ulteriormente la storia dell’edificio grazie alla visione di materiale fotografico d’archivio.
Dopo aver scoperto il passato e il presente dell’edificio, verrà chiesto a ogni partecipante di immaginarne una possibile trasformazione futura, tramite una rielaborazione creativa di fotografie dei diversi spazi espositivi della struttura.

Approfondimenti

Un grande quadro polimaterico (II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

A cura di Giuseppe Pisciotta

Premessa
Undici anni dopo la sua inaugurazione, nel settembre del 2015, l’installazione permanente I Sette Palazzi Celesti si è arricchita di cinque opere pittoriche di grandi dimensioni, realizzate da Anselm Kiefer tra il 2009 e il 2013, conferendo all’opera un nuovo significato e ampliando i temi già affrontati nelle torri: le grandi costruzioni architettoniche del passato come tentativo dell’uomo di ascendere al divino, la storia dell’occidente, le costellazioni rappresentate attraverso la numerazione astronomica e, infine, la relazione tra l’uomo e la natura. A partire dagli anni ’70, l’artista tedesco si serve di materiali quali il piombo, il legno, la sabbia, la paglia e i semi per realizzare le sue tele che assumono così una consistenza pastosa e materica.

Aree di riferimento
•Arte e immagine
•Storia

Obiettivi educativi
Durante la visita guidata con gli Arts Tutor, i bambini saranno invitati a scoprire quali materiali ha utilizzato Anselm Kiefer per realizzare le cinque grandi tele presenti nello spazio espositivo e quale sia il significato di ciascuno di essi. Lo scopo dell’attività è far comprendere agli alunni come la scelta di un materiale sia cruciale ai fini della realizzazione dell’opera, poiché dà vita a nuovi linguaggi, nuove soluzioni compositive e nuove storie da interpretare.

Attività
Durante l’attività di laboratorio la classe verrà suddivisa in gruppi e ciascuno di essi dovrà realizzare il proprio quadro polimaterico, ispirandosi alle opere pittoriche presenti in mostra e servendosi dei materiali messi a disposizione, tra cui sabbia, semi, pezzettini di legno e paglia. Al termine dell’attività, gli elaborati verranno messi uno di fianco all’altro così da creare una tela di grandi dimensioni.

Approfondimenti

Miti stellari (II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Nel 2004, in occasione dell’apertura di Pirelli HangarBicocca, Anselm Kiefer ha realizzato l’installazione I Sette Palazzi Celesti, la quale, nel settembre del 2015, è stata arricchita da cinque tele di grandi dimensioni che conferiscono un nuovo significato all’opera dell’artista tedesco. Le torri e le opere pittoriche raccontano storie che hanno come protagonista la sfera celeste, attraverso la rappresentazione di costellazioni, meteoriti e stelle.

Aree di riferimento
• Italiano
• Storia
• Scienze
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Durante la visita guidata con gli Arts Tutor, i ragazzi scopriranno qualcosa in più sulla sfera celeste, attraverso il racconto di storie che parlano di costellazioni, meteoriti e stelle. Lo scopo dell’attività è approfondire, insieme ai partecipanti, come i corpi celesti possano dar vita a diverse letture e interpretazioni, a seconda dell’ambito di riferimento: artistico, mitologico o scientifico.

Attività
A partire dalla lettura di miti e leggende sulle costellazioni, ciascun partecipante sarà invitato a creare la propria servendosi dei materiali messi a disposizione. Al termine dell’attività, gli elaborati verranno disposti uno accanto all’altro per restituire l’idea di un grande cielo in cui possano convivere insiemi di stelle differenti, narratrici di storie inedite.

Approfondimenti

Sulle torri puoi contare! (I e II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
I numeri, oltre ad avere una propria valenza matematica, possono possederne anche una simbolica e quindi essere portatori di diverse interpretazioni: i numeri appartengono così intrinsecamente alla vita quotidiana che spesso non se ne percepisce l’importanza, ma, a partire dall’arte antica, sono stati fondamentali per la realizzazione e per l’arricchimento di significato e di valore delle più grandiose opere d’arte. All’interno de I Sette Palazzi Celesti 2004-2015 di Anselm Kiefer si trovano molteplici riferimenti al mondo dei numeri: la ripetizione di singoli moduli, l’uso del doppio, la scelta del numero sette, la presenza di lunghe stringhe numeriche riportate su pezzi di vetro, la numerazione di strane rocce e altri ancora. I bambini scopriranno come un numero apparentemente utilizzato in modo casuale possa portare con sé innumerevoli significati, universali o soggettivi, immediati o nascosti, condivisi o personali.

Aree di riferimento
• Matematica
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Con questa attività i bambini possono prendere coscienza e avvicinarsi al mondo dei numeri in un modo semplice e diretto: essi si dovranno concentrare sull’osservazione attenta dell’opera, per individuarne gli elementi legati al mondo dei numeri come i moduli, i multipli e la presenza del doppio. Si indagherà sul significato dei numeri presenti nell’opera, collegandoli a ciò che gli alunni hanno già appreso a scuola e si farà emergere la pluralità di concetti che i numeri rappresentano.

Attività
Partendo dall’individuazione delle cifre numeriche importanti e significative nella vita quotidiana degli alunni, i bambini approfondiranno come e quanto i numeri siano importanti per riconoscere e comprendere la realtà che li circonda. Durante l’attività di laboratorio ogni bambino potrà realizzare un cubo in cui poter inserire tutti i numeri importanti nella sua vita quotidiana, legati alla sfera personale o scolastica, aiutandolo a dare loro la giusta importanza. Partendo dal modulo cubico, uguale per tutti, si andrà a creare una costruzione di classe che potrà ispirarsi alle torri di Anselm Kiefer oppure prendere nuove e inaspettate forme.

Approfondimenti

Inseguendo una stella (I ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
L’installazione è una perfetta scenografia per immaginare storie fantastiche e condurre i bambini alla scoperta delle profondità del cielo e per conoscere da vicino i suoi abitanti: le stelle. L’artista stesso le sceglie come custodi di una delle torri, presentandole sotto forma di frammenti di vetro. Ma come sono fatte veramente le stelle? Da cosa nascono? Vivono in eterno?

Aree di riferimento
• Scienze
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Il bambino imparerà in maniera giocosa un concetto complesso come quello della nascita delle stelle, apprendendo come il loro calore  nasca dall’agitazione e dall’unione di particelle di gas e polvere presenti nell’universo. Con l’ausilio di materiale visivo, scoprirà le loro vere sembianze (le punte sono solo una convenzione che l’uomo ha inventato per disegnarle), le materie che le compongono, l’origine della loro luminosità e il loro ciclo biologico.

Attività
La spiegazione della nascita di una stella viene introdotta direttamente durante la visita de I Sette Palazzi Celesti 2004-2015. Tornati in laboratorio, tramite il supporto di materiali visivi, i partecipanti osserveranno direttamente sembianze, forme, composizioni e colori che le stelle assumono nell’universo. I ragazzi saranno  quindi invitati a creare la loro personale e fantasiosa stella tramite l’utilizzo dei vari materiali colorati e luccicanti messi a loro disposizione.

Approfondimenti

La storia siamo noi (I e II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Anselm Kiefer è da sempre conosciuto come “l’artista della Storia”, in particolare quella tedesca, poiché le sue opere nascono da una profonda riflessione sul tema della memoria e del “come ricordare”. Ognuno di noi ha una propria storia ricca di avvenimenti e incontri che ne hanno determinato il corso: si vuole far dunque comprendere ai ragazzi che la loro personalità è influenzata da molteplici fattori che l’attività si prefigge di lasciar emergere.

Aree di riferimento
• Italiano
• Religione
• Storia
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
Il laboratorio mira a sottolineare l’importanza della storia individuale, dei ricordi personali e familiari quali unità costituenti della memoria collettiva. Il ragazzo prenderà consapevolezza della sua personalità come frutto delle esperienze vissute e della sua esistenza che va oltre il presente, legandosi indissolubilmente alla storia del proprio contesto.

Attività
Partendo dalla riflessione sull’importanza della memoria nella poetica di Anselm Kiefer, agli studenti sarà chiesto di individuare persone, cose o luoghi che per loro rivestono un particolare significato. Immaginando di poter raccogliere da terra i “Quadri cadenti” di Anselm Kiefer, si chiede di pensare a cosa vorrebbero veder rappresentato all’interno delle cornici; facendo uso del materiale di riciclo messo a loro disposizione, ciascun ragazzo realizzerà il proprio quadro ed il rispettivo “contenuto”.

Approfondimenti

Una torre, una storia (II ciclo)

“I Sette Palazzi Celesti 2004-2015” di Anselm Kiefer

Premessa
Nella realizzazione della sua opera, Anselm Kiefer è stato ispirato profondamente dall’elemento “torre” nella storia, con numerosi riferimenti all’architettura del passato, ma soprattutto alla sua valenza simbolica . Le sue torri, composte da cinque a sette moduli uguali tra loro, diventano testimonianza di ciò che rimane dopo ogni conflitto; il loro aspetto precario, infatti, le fa sembrare delle rovine, memoria di un passato non lontano, oppure presagio di un possibile futuro. Davanti ad esse qualcuno si è chiesto: “Sono resti di un’antica città, di un insediamento industriale o di un villaggio dai tetti di eternit?”. A questa domanda la risposta non è univoca, le interpretazioni sono molteplici e ognuno può proiettarvi il proprio immaginario.

Aree di riferimento
• Italiano
• Storia
• Arte e immagine

Obiettivi educativi
L’attività ha l’obiettivo di avvicinare i bambini in maniera alternativa alla Storia, facendo loro scoprire come in ogni epoca si ripetano a volte le stesse forme architettoniche, ma con funzioni diverse in base al periodo storico di riferimento. Far costruire loro una torre che rispecchi il loro mondo e le loro necessità, individuando un determinato periodo storico a cui far riferimento, mira ad inserirli attivamente nel flusso temporale e a farli manualmente artefici di un passato che diventa testimonianza del presente. Verrà anche sviluppata l’operatività individuale e lo spirito di collaborazione tra i compagni di classe.

Attività
In un primo momento dell’attività verranno mostrate ai bambini le immagini di varie torri che l’uomo ha costruito nella storia: dalle antiche torri di avvistamento ai campanili, dai minareti alla torre di Pisa, dalle torri delle culture più lontane alle torri moderne delle nostre città (come grattacieli e ciminiere). In un secondo momento la classe sarà suddivisa in gruppi a cui verrà chiesto di inventare una torre, ispirandosi a quelle   osservate insieme, immaginandone l’aspetto, la destinazione d’uso, gli obiettivi e le funzioni. Gli studenti potranno scegliere se ispirarsi a una delle forme del passato o costruirne una in linea con le loro necessità odierne.

Approfondimenti